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Vienna era viva.


Vienna era viva. Pensavamo di essere al sicuro dopo la rivoluzione degli studenti; esultammo tutti mentre i Dottori della peste venivano cacciati dalle mura. Vienna era viva, e finalmente la gente poteva tornare alle birrerie per essere poi buttata fuori nelle ore piccole del mattino. Tornare a discutere animatamente per coprire il fruscio gracidante delle pagine di giornale. Tornare a incontrarsi fuori dall’opera e dai teatri, stringere mani prima e dopo messa. Merda, Vienna era viva, e anche le prostitute festeggiavano con prezzi di favore, mentre l’armata silenziosa dei becchini e degli scarnificatori cominciava ad abbassare i loro attrezzi incrostati di terra e sangue secco.

Com’era bello in quei giorni camminare per i mercati di Karlstraße senza dover respirare l’odore purulento di carne marcia! Persino la puzza di piscio dai vicoli laterali, a confronto, sembrava una benedizione, come se dei cherubini dall’alto dei cieli fossero scesi per orinare. Quelli erano davvero giorni felici, e c’era sempre musica; gli studenti cantavano a ogni ora del giorno, i cori delle parrocchie facevano eco: la sinfonia di santi e ubriachi.


Ma non ci fermammo mai a chiedere il motivo, a domandarci come mai i dottori si fossero fatti allontanare senza combattere, come mai l’epidemia si fosse fermata di colpo. Eravamo fin troppo felici dell’esserci liberati delle loro orribili facce mascherate, quei becchi inumani, quegli occhi scolpiti in sguardi perennemente giudicanti. Certo, le voci dicevano che i dottori stessi avevano portato la malattia - andati loro, spariti i bubboni. Era una spiegazione buona come un’altra e soddisfacente per molti, considerato che volevamo dimenticare la vista della carne impazzita, dei corpi sformati e del terrificante processo di raccolta dei bubboni.


Catturati nel nostro sollievo, non facemmo domande.


 

Ma cos'é successo prima?


Da qualche giorno è disponibile ottocentocarnista, un antologia di racconti brevi per gusti particolari a cui ho partecipato. La potete acquistare su https://www.lanuovacarne.it/prodotto/ottocentocarnista/: tra gli altri racconti tra horror ottecentesco, macabro, e visionario che infestano queste delziose pagine di stupore condensato troverete "Die Metzgerei", il mio breve ambientato a Vienna.


Consigliato a chi sia curioso di vedere l'autentico operato di uno scarnificatore durante l'epidemia di carne matta, con dovizia di particolari.

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